Ambiente: informazioni utili per lo smaltimento del toner del tuo ufficio

ImmagineGestire i rifiuti d’ufficio, scontato o passibile di pesanti sanzioni? Il delicato tema ambiente che, più che mai in questi tempi, sta tenendo banco per porre freno all’inquinamento e ridare ordine al settore smaltimento, ora, chiama in causa i nostri uffici. Secondo il Decreto Legge  del 5 febbraio 1997, noto come Decreto Ronchi, il Senato avrebbe disposto che i rifiuti d’ufficio debbano essere inseriti nella categoria “speciali non pericolosi”. Ciò implica, quindi, che non possano essere assimilati a quelli urbani, e quindi non potranno nemmeno  essere destinati alle comuni discariche. E’ necessario che tali rifiuti vengano trattati da operatori autorizzati, inclusi (soprattutto) toner e cartucce.  In sintesi, il decreto, impone che tutte le aziende debbano essere in regola a fronte dei controlli svolti dagli enti specializzati (Arpa, NOE, GdF, USL e ASL). A ciò si aggiunga che lo smaltimento debba essere effettuato almeno una volta all’anno, e il cliente ha il dovere di farsi rilasciare il formulario che attesta la corretta gestione dei rifiuti in oggetto al momento del loro ritiro da parte dello stesso operatore.  Tale formulario, inoltre, dovrà essere rilasciato entro i 90 giorni. Curioso, poi, il motivo che ha spinto il legislatore ad accollare alle imprese il costo di smaltimento: “chi inquina, paga”. E paga ancor più salate le infrazioni, da 103,29 a 619,75 euro qualora i rifiuti venissero abbandonati in acque superficiali o sotterraneee; e da 25,82 a 154,94 euro se ciò avviene sul suolo. Il titolare del centro di raccolta, il concessionario o il titolare della succursale che viola le disposizioni, invece, dovrà far fronte ad una pena pecuniaria che oscilla tra i 258,23 e i 1.549,37 euro. Il peggio, però, tocca a chiunque contravvenga le ordinenze del sindaco, punibile con un anno di reclusione. Chiunque invece esercitasse un’attività di raccolta e smaltimento senza i necessari permessi, invece, pagherà con una pena da 3 mesi a d un anno di reclusione, o con l’ammenda da 2.582,28 a 25.822,84 euro in caso di rifiuti non pericolosi. Stesso importo pecuniario ma con inasprimento di una eventuale detenzione (da 6 mesi a 2 anni) se si trattasse di rifiuti pericolosi.

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