Bergamo, arriva nelle valli l’oro rosso

Immaginate una sottile linea di confine, che traccia i confini di tre valli: quella brembillese, quella imagnina e quella di Taleggio; e infine pensate alla leggenda dell’oro rosso, che dopo Costa Volpino, Roncobello e Dossena sorge anche a Gerosa, presso la Baita Sacra Famiglia della località Tre Faggi. E proprio lì, viene coltivato dalla famiglia Cremaschi lo zafferano, ricavato dai bulbi di crocus sativus, provenienti dagli Altipiani di Navelli e messi a dimora proprio lo scorso luglio. Un’iniziativa degna di nota, che si fa promotrice di una tradizione italiana apprezzata e riconosciuta in tutta Europa, forte di onoreficienze di cui la varietà abruzzese proveniente da Civitaretenga è stata insignita nel 2004, con l’ambito riconoscimento di DOP. Un luogo, quello di Tre Faggi, dove regna soprattutto il silenzio, e dove la natura, intatta, cresce in perfetta sintonia con la fauna. Mille metri di altitudine da cui si osserva la riuscita di un esperimento agricolo non semplice, ma ora fiore all’occhiello di Gerosa. Terra e clima si sono rivelati fondamentali per la sana crescita dello zafferano. Il periodo vegetativo di questa pianta va da luglio fino ad ottobre inoltrato, e con il pieno dell’autunno è finalmente possibile coglierne i frutti, arrivati ad un punto di maturazione che consente anche di sopperire al gelo provocato da eventuali premature nevicate. La coltivazione a regime si estende su un’area di circa 2 mila metri quadrati, da cui è possibile raccogliere 20 mila fiori, corrispondenti a 100 grammi di zafferano. Un’esperiena unica, portata avanti dall’avvocato Alessandro Cremaschi che, abbandonato il foro, ha scelto di dedicarsi con passione ed entusiasmo a questa nuova sfida. “ Si tratta di un’attività che non richiede grosse spese – spiega Cremaschi – salvo l’investimento iniziale per l’acquisto dei bulbi”. Un esperimento riuscito dunque, ed una soluzione per il recupero di quei prati che da anni sono rimasti incolti, e che ora possono trasformarsi in una grande risorsa per la Valle Brembana.

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