L’Analisi. “Anche oggi hanno giustiziano un’innocente”

Non vogliamo parlare di crisi, ma di giustizia. Per troppo tempo, nei periodi di benessere, si è pensato a considerare l’imprenditoria come una classe privilegiata e non come una fascia fondamentale per la crescita del Paese. Oggi, invece, in un periodo di conclamata e innegabile difficoltà, paradossalmente, anziché tutelarla si è pensato solo a tassarla. La rima è la stessa, ma l’effetto scaturito diametralmente opposto.

A spingermi a prendere in mano la penna, però, non è stato tutto questo, ma l’atto di coraggio di quell’imprenditore bergamasco di Castel Rozzone che, pur rimasto senza soldi, ha stretto i denti e pagato tutti i suoi lavoratori, tralasciando i contributi previdenziali. Il tribunale ha scelto l’assoluzione, ma l’ente pubblico dell’Agenzia delle Entrate brandiva già la scure: questa è la reale vergogna! L’italiano che si trasferisce all’estero è la conseguenza logica a cui porta uno Stato che vessa coloro che rappresentano la sua principale risorsa; l’italiano autore di un gesto così coraggioso che accetta anche le conseguenze del suo agire in maniera così limpida, invece, è l’esempio di un’imprenditoria che non vuole mollare, che ama il proprio Paese più di quanto non faccia una classe politica trincerata dietro i suoi privilegi, che dovrebbe guidarci fuori da un momento di difficoltà ma che invece preferisce non vedere e non sentire.

Lo Stato, inasprendo le norme fiscali, incentiva ad evadere, a lasciar fallire imprese che non hanno nulla da perdere, e ad oggi  ha approvato il decreto attuativo che consente agli imprenditori di rateare i debiti verso Equitalia con delle specifiche che rendono quasi impossibile l’ottenimento di una rateazione più lunga. Pensiamo a come sarebbe la situazione se un imprenditore, anziché 72 rate, fosse agevolato con 120 rate; pensiamo a quante aziende si salverebbero e quanti soldi rientrerebbero nelle casse statali. Pensiamo a quanto elastica tornerebbe ad essere la nostra economia e a quanto incentivate ad investire siano le persone volenterose. E invece, no: A tale riguardo il decreto prevede che le due condizioni sussistono quando l’importo della rata:- per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi fiscali semplificati, è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente accertato mediante l’indicatore della situazione reddituale (ISR) rilevabile dal Modello ISEE da allegare all’istanza;- per i soggetti diversi dalle persone fisiche e dalle ditte individuali con regimi fiscali semplificati, è superiore al 10% del valore della produzione, rapportato su base mensile ed enucleato ai sensi dell’art. 2425, n. 1 (Ricavi delle vendite e delle prestazioni), n. 3 (Variazione dei lavori in corso di ordinazione) e n. 5 (Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio) c.c. e l’indice di liquidità [(Liquidità differita + Liquidità corrente) / Passivo corrente] è compreso tra 0,5 ed 1.  Non sarebbe molto più semplice concedere un’ulteriore rateazione a chi vuole pagare invece di mettere tanti paletti per complicare la situazione?

  Si continua a far pagare il 30/40% di sovrattassa, mettendo l’imprenditoria sulla gogna per poi impiccarla. Nel pieno dell’Era del Capitalismo, la scelta dello Stato italiano è stata quella di giustiziare l’imprenditoria, e di continuare a farlo predicando pazienza e fiducia nelle Istituzioni, per poi colpire alle spalle chi ha deciso di restare sul proprio suolo natio ad investire, credere e sperare da bravo cittadino. Se il giorno dei morti è una volta l’anno, quello dell’imprenditoria è una ricorrenza quotidiana che gli atti pubblici non mancano di ricordarci.

Pres. Provinciale Uniscom Casartigiani Bergamo

Dott. Luca Ermanno Tironi

Annunci

Big Data, bigger marketing

Non si fa mai abbastanza, o non lo si fa nel modo giusto. Prima dell’attacco è la strategia, e per la strategia in campo aziendale – r un business efficiente sul lungo termine -, diventa essenziale l’analisi. Si tratta di un lavoro inzialmente lungo, ma che permette di considerare il pubblico consumatore non come massa, ma come entità, singolo individuo a cui andare incontro.

Entriamo quindi nel campo dell’analisi predittiva, che può aiutare ad offrire la customer experience ideale. Per citare un esempio, il Banco Itàu Argentina ha utilizzato gli analytics per identificare i clienti più interessanti e determinare quale offerta sarebbe stata più rilevante per ciascuno di loro. Ecco quindi che è emersa per la banca la possibilità di aumentare i propri profitti fino al 40%. Un altro esempio di uso degli analytics è quello del Comune di Bolzano, che analizza i dati trasmessi da sensori installati nelle abitazioni dei cittadini senior per individuare anomalie, fughe di gas o perdite d’acqua. Un investimento iniziale, sostenuto presso la società IBM, ma ammortizzato nel tempo, poiché ha garantito un risparmio al comune del 30% in tema di assistenza sociale. Centerstone, fornitore di servizi in campo sanitario, ha utilizzato i dati ricavati dalle interazioni con 70 mila pazienti per generare modelli predittivi che consentono di programmare più rapidamente i servizi.

Secondo le statistiche pubblicate dall’azienda IBM, il settore dei Big Data valeva 3,2 mld ei dollari nel 2010, per crescere fino a 16,9 mld di dollari co una proiezione illustrata in prospettiva del 2015. E, dato ancor più sorprendente, è che ogni giorno, nel mondo, vengono generati 2,5 mld di gigabyte, di cui solo lo 0,5% viene però analizzato.

Ecco l’importanza di una corretta analisi, attraverso un sistema di cui conosciamo il nome ma non l’effettiva funzione.