Le aziende bergamasche oggi, purtroppo come ieri

Capodanno. Quelle ventiquattrore che segnavano il crocevia da cui ripartire con nuovo entusiamo al nuovo anno, ora, sono il riflesso sbiadito del panorama imprenditoriale locale, infiacchito dalla tassazione, senza idee, dissanguato e privo di utili da reinvestire. E mentre le incognite gravano sul futuro di piccoli imprenditori e commercianti che vedono l’abituale mercato prosciugarsi progressivamente, ciò che non viene contemplatata è la creazione di una corsia preferenziale in cui imboccare la via del rilancio. Una analisi di mercato condotta da MTSM Srl sull’arco del 2013, ha evidenziato una falla pesante – e che accomuna fortunate e meno fortunate attività del territorio bergamasco cittadino e provinciale: la pressoché totale assenza di una strategia di mercato programmata. Investimenti pubblicitari e cartellonistica senza criterio apparente restano le spese più gettonate, ma c’è chi fa peggio: pianificazioni approssimative non corrisposte da un investimento per strutturare una immagine coordinata dell’azienda, ad esempio, azioni promozionali slegate tra loro che non trovano univocità di intenti. Per uscire dalle sottigliezze tecniche, con immagine coordinata si intende quel biglietto da visita che parte dalla comune business card al sito web, proseguendo con lo sbarco sui social network (vero flop che iscrive al club un numero elevatissimo di aziende) e una mancanza di criterio per coordinare queste attività con eventi fieristici e promozione costante pianificata sull’arco dell’anno.

Ancora da sdoganare, invece, il luogo comune che vedrebbe nel marketing e nelle attività di branding una spesa accessoria, da affrontare con superficialità o, troppo spesso, da non sfruttare affatto. La zavorra culturale che vede negli aficionados e nel nome (talvolta storico) di un’attività la certezza sufficiente per superare la crisi, rappresenta un altro forte limite della piccola imprenditoria bergamasca; la difficoltà nel fare rete si assomma alla difficoltà nel promuoversi, e l’addurre la crisi come causa principale un immobilismo dettato più dall’assenza di idee che di fondi per un investimento rateizzabile sull’immagine, la via di fuga più battuta.

Parlando invece di numeri, evidenziamo quelli che possono essere i costi per un investimento sull’immagine – mediamente – che potrebbe sostenere un’azienda sull’arco dei 12 mesi. La spesa media, calcolata  secondo i prezzi di listino di MTSM oscilla tra gli 85 e i 200 euro mensili, che calcolati sull’arco dei 12 mesi, se vogliamo parlare di cifre complete, ammonta quindi ad un investimento di 1.020 – 2.400 euro annui, come anticipato, rateizzabili.

La domanda che poniamo alle aziende e ai commercianti è la seguente: la vostra immagine vale di più o di meno di quello che noi chiediamo?